Sabrina Terraroli

La formazione che esce
dall’aula.

Accompagno persone e organizzazioni a trasformare le regole in gesti, le competenze in comportamenti, i conflitti in conversazioni.

Mi racconti la vostra situazione: capiamo insieme se e come posso esservi utile. Senza impegno.

  • ACC ICF · 2021-2027
  • A.I.Me.F. n. 2611
  • Albo formatori INL
  • Docente AIAS Academy
Sabrina Terraroli, ritratto: sorriso aperto, occhiali scuri e camicia carminio su fondo neutro chiaro

«Tenere il filo.»

Il filo

C’è un filo che attraversa tutto quello che faccio.

Passa da un reparto produttivo, dove una regola diventa un gesto sicuro. Da una sala riunioni, dove un conflitto torna a essere una conversazione. Da un tavolo pieno di colori, dove un team si guarda lavorare per la prima volta. Da una famiglia che si separa senza spezzarsi.

Sembrano mondi lontani. Sono lo stesso lavoro: le persone, e quello che accade tra loro.

Non porto risposte preconfezionate. Porto un filo: connette, orienta, guida. Il resto lo scegliamo insieme: la direzione, il passo, la meta.

Mi chiamo Sabrina Terraroli. Accompagno.

Chi sono

Due mondi, un metodo

Mi muovo da sempre tra due mondi che sembrano lontani: la sicurezza sul lavoro e la crescita delle persone.

Nel primo sono entrata dall’interno, come H&S Specialist e RSPP, e continuo a praticarlo. Oggi formo lavoratori, preposti, dirigenti e RLS in linea con il D.Lgs. 81/08, e insegno Safety Coaching per AIAS Academy.

Nel secondo sono Executive Coach con credenziale ACC dell’International Coaching Federation e mediatrice familiare, socia A.I.Me.F. n. 2611. Con MINDArtLab, il progetto che conduco con Paola Sabbatini, porto l’arte nelle organizzazioni: laboratori esperienziali in cui i team si osservano mentre comunicano, decidono, collaborano.

La mia formazione tiene insieme i due mondi: Scienze dell’Educazione e Psicologia del lavoro. L’esperienza pure: dalle multinazionali alle piccole imprese.

Il metodo non cambia mai. Ascolto, esperienza, nessuna risposta preconfezionata. E un filo rosso che connette, orienta e guida.

«Non vediamo le cose per come sono, ma per come siamo.»
C.G. Jung, l’epigrafe del mio metodo

«Sciogliere i nodi, tenere il filo.»

Un conflitto non gestito non resta fermo: cresce. Trasformarlo si può.

Per le aziende

Sette percorsi, un filo solo

Formazione, coaching e facilitazione per HR, HSE, Welfare e DEI: sicurezza D.Lgs. 81/08, soft skill, inclusione, conflitti, safety coaching, team e cura. Progettati su misura, condotti con metodo esperienziale, in convenzione diretta o con la vostra società di formazione.

Sicurezza sul lavoro

Dalla regola alla consapevolezza: la sicurezza come scelta

La formazione obbligatoria ha un rischio che ogni HSE manager conosce: firmare il registro non cambia un gesto. I miei percorsi per lavoratori, preposti, dirigenti e RLS, in linea con il D.Lgs. 81/08 e l’Accordo Stato-Regioni, sono progettati da chi la sicurezza la pratica come RSPP, non solo la insegna. Moduli esperienziali, casi reali, linguaggio di reparto. Il risultato si osserva dopo il corso: regole che diventano comportamenti, preposti che intervengono, rischi segnalati prima, non raccontati dopo.

Soft skill

Relazioni efficaci, team più forti, leadership più consapevole

Le competenze tecniche fanno assumere. Sono quelle trasversali a far funzionare un team, e sono le prime a mancare quando la pressione sale. Progetto percorsi su misura su comunicazione, collaborazione, leadership e gestione del cambiamento, sempre con metodo esperienziale: si prova, si sbaglia, si riprova in aula, non sul cliente. Il cambiamento si vede dove conta: riunioni, feedback, passaggi di consegne.

Diversity, Equity & Inclusion

Comunicare il rispetto, valorizzare le differenze, costruire appartenenza

Una policy DEI si scrive in un giorno. È il linguaggio di ogni giorno a decidere se diventa cultura o resta un poster. Lavoro con formazione e laboratori esperienziali su bias cognitivi, linguaggio inclusivo, equità di genere, ageismo, disabilità e diversità culturale: non per indicare colpevoli, ma per dare alle persone strumenti concreti. Il risultato osservabile: parole che cambiano nelle riunioni e negli annunci, bias che vengono nominati, un senso di appartenenza che si sente prima ancora di misurarsi.

Trasformazione dei conflitti

Dare spazio al confronto, trasformare le tensioni, generare cambiamento

Un conflitto non gestito non resta fermo: cresce, e presenta il conto in clima, produttività e turnover. Da mediatrice professionista porto in azienda due strumenti. La formazione esperienziale, per riconoscere le dinamiche del conflitto e trasformarlo da scontro a confronto. E la supervisione professionale: un tempo strutturato in cui il team rilegge le proprie esperienze con una guida esterna. Il risultato si osserva presto: tensioni nominate quando sono ancora piccole, conversazioni che sostituiscono i silenzi, team che tornano a lavorare.

Safety coaching

Il coaching dove nascono i comportamenti: in campo

Dopo il corso c’è il reparto: è lì che la sicurezza si gioca davvero, ed è lì che le abitudini vincono sulle regole. Il safety coaching applica le tecniche del coaching alla sicurezza, in aula e direttamente sul campo, nel contesto operativo di chi lavora. Si osserva il gesto reale, se ne parla senza colpevolizzare, si costruisce insieme l’alternativa sicura. È il metodo che insegno anche ai professionisti HSE come docente del corso Safety Coaching di AIAS Academy.

Facilitazione di gruppi e team

Liberare il potenziale di ogni team per diventare squadra

Ci sono riunioni in cui parlano in tre e decidono in zero. E progetti fermi non per mancanza di competenze, ma di conversazioni ben condotte. Come facilitatrice porto metodo e neutralità: facilitazione visuale, world café, role playing e simulazioni, scelti in base all’obiettivo del gruppo, che sia un comitato di progetto, un’area funzionale o un team in trasformazione. Alla fine la differenza si vede: tutti hanno parlato, le decisioni sono scritte, ognuno sa cosa fare lunedì.

Umanizzazione delle cure

Dalla prestazione alla relazione: ascolto, empatia e benessere come parte della cura

Nelle strutture sanitarie e sociosanitarie la qualità clinica non basta: pazienti e famiglie ricordano soprattutto come sono stati trattati, e le équipe si logorano proprio sul fronte relazionale. Porto in questi contesti formazione esperienziale e spazi di confronto guidato su ascolto, empatia e conversazioni difficili, con il metodo della mediatrice e della coach. Perché la relazione non è il contorno della cura: è parte della cura. E si può allenare, proteggendo chi cura ogni giorno.

Il filo d’oro

MINDArtLab

un metodo di Sabrina Terraroli

MINDArtLab porta l’arte in azienda come strumento di lavoro: laboratori esperienziali in cui il team si osserva mentre comunica, decide e collabora. Non serve alcuna competenza artistica. Serve esserci.

Ciotola in ceramica scura riparata con vene d’oro, tecnica kintsugi, su fondo inchiostro (immagine concettuale)

MINDArtLab è il progetto con cui porto l’arte nelle organizzazioni, ideato e condotto insieme a Paola Sabbatini. Non è un corso d’arte e non richiede alcuna competenza artistica: l’attività artistica è uno specchio in cui il gruppo vede le proprie dinamiche reali.

Davanti a un’opera da costruire insieme, senza istruzioni precostituite, emergono i comportamenti veri: chi decide, chi si tira indietro, come si gestiscono errori, tempo, divergenze. È materiale prezioso, e va guidato. Per questo ogni laboratorio segue il ciclo dell’apprendimento esperienziale: dall’esperienza alla riflessione, dall’apprendimento all’applicazione in azienda.

Sei format a catalogo allenano sei competenze: comunicazione, collaborazione, leadership consapevole, negoziazione, gestione del cambiamento, intelligenza emotiva. E ogni percorso si progetta su misura con HR, formazione, welfare o DEI: perché serva all’organizzazione, non solo al ricordo di una bella giornata.

Il metodo in quattro passi

01

Esperienza

Il gruppo entra in un’attività artistica concreta, con le mani. Nessuna istruzione precostituita, nessuna risposta giusta: solo una situazione nuova da affrontare insieme. Le difese si abbassano, i comportamenti reali emergono.

02

Riflessione

Il laboratorio si ferma e si guarda. Cosa è successo al tavolo? Chi ha deciso, chi si è adattato, dove è nata la tensione? La facilitazione trasforma l’esperienza in osservazioni precise, senza giudizio.

03

Apprendimento

Dalle osservazioni si estraggono gli apprendimenti: i pattern individuali e di gruppo, ciò che aiuta e ciò che ostacola. È il passaggio dalla scena artistica alla dinamica organizzativa: si nomina quello che di solito resta invisibile.

04

Applicazione

Ogni apprendimento torna al lavoro di ogni giorno: impegni concreti, comportamenti da provare, situazioni in cui riconoscersi. È qui che il laboratorio smette di essere un evento e diventa competenza trasferita.

I sei laboratori a catalogo

  • L’arte di comunicare comunicazione efficace
  • L’opera collettiva collaborazione e team
  • Autoritratto leadership consapevole
  • Oltre le posizioni negoziazione e conflitti
  • Costruire nell’incertezza gestione del cambiamento
  • Il Museo delle Prospettive intelligenza emotiva
Sabrina Terraroli e Paola Sabbatini sorridono vicine, con cappelli fedora chiaro e scuro, su fondo neutro
Sabrina Terraroli e Paola Sabbatini, le facilitatrici di MINDArtLab.

Vuoi vederlo nella vostra azienda?

Ne parliamo in una conversazione esplorativa

Persone e famiglie

Registri diversi, stesso mestiere

Accanto al lavoro con le organizzazioni c’è quello con le persone: uno spazio riservato e protetto in cui qualcosa può cambiare.

Coaching, life ed executive

C’è un momento in cui capisci che il prossimo passo non è fuori, ma dentro: un ruolo nuovo, una decisione rimandata, la sensazione di valere più di così. Il coaching è uno spazio tuo, riservato, in presenza oppure online, in cui riscoprire le tue risorse e trasformarle in scelte. Non ti darò risposte preconfezionate: ti farò le domande giuste, e costruiremo insieme un piano concreto. Sono coach con credenziale ACC ICF: il percorso ha un metodo, oltre che un cuore. E se il coaching lo porta la tua azienda, si parte in tre: tu, l’organizzazione, io. Così la tua crescita e i suoi obiettivi camminano insieme.

Mediazione familiare

Separarsi è una delle cose più difficili che una famiglia possa attraversare. La mediazione familiare è uno spazio riservato e protetto in cui tornare a parlarvi: non per riaprire il conflitto, ma per costruire accordi concreti su figli, tempi e nuove abitudini. Sono mediatrice familiare, socia A.I.Me.F. n. 2611. E accompagno anche i più piccoli, con i gruppi di parola per figli di genitori separati: uno spazio tra coetanei dove emozioni ed esperienze trovano parole. Perché genitori si resta, anche quando si smette di essere coppia.

Scuola e giovani

A scuola si impara a leggere e scrivere. Ascoltarsi, rispettarsi e gestire un conflitto si possono imparare allo stesso modo: con qualcuno che lo insegna. Con la mediazione scolastica lavoro su queste competenze insieme a studenti e insegnanti, per prevenire dinamiche di isolamento e conflitto. E con i percorsi di orientamento accompagno ragazze e ragazzi a scegliere la strada dopo la scuola: partendo dai loro talenti, non solo dalle mode del momento.

Filo carminio che collega tre cornici di legno appoggiate a una parete chiara (immagine concettuale)

Scrivimi: il primo passo è una conversazione.

Contatti

Riferimenti

Hanno lavorato con me

Progetti svolti in convenzione diretta o, spesso, in partnership con società di formazione: un canale con cui collaboro da anni e che continuo a nominare con rispetto.

Hitachi EnergyEsselungaPrysmianTotalEnergiesGranaroloTeatro alla ScalaAcciaieria ArvediO-I GlassDelifranceJRC Joint Research CentreUniversità di GenovaRSE Ricerca sul Sistema EnergeticoMega Italia MediaIAL LombardiaBrico CenterWilden ArgommGolgi RedaelliEnergy TeamErregierreFaraone IndustrieLombardo

Domande vere

Quello che un’azienda chiede davvero

Quanto costa un intervento?

Non ho un listino unico, perché non vendo moduli a scaffale: ogni progetto è costruito su obiettivi, numero di persone e formato. Il preventivo arriva dopo la conversazione esplorativa, che non vi impegna in nulla, ed è trasparente: cosa è incluso, quante giornate, quali materiali. Lavoro sia in convenzione diretta sia tramite società di formazione.

Quanto dura un percorso?

Dipende dal formato: un laboratorio MINDArtLab può vivere in una giornata, un percorso di formazione o coaching si sviluppa in più incontri distribuiti nel tempo. Per la formazione sicurezza obbligatoria valgono le durate previste dall’Accordo Stato-Regioni. La durata esatta si definisce in progettazione, sull’obiettivo: mai il contrario.

Dove si svolgono gli interventi?

In azienda, nei vostri spazi: aula, sala riunioni o reparto, a seconda del formato. Il safety coaching, in particolare, si svolge anche direttamente sul campo, nel contesto operativo. La mia base è ad Azzano San Paolo, in provincia di Bergamo; le trasferte si concordano in fase di progetto.

Si può fare online?

Il coaching e le sessioni individuali sì: funzionano bene anche a distanza, e molti percorsi alternano presenza e online. I laboratori esperienziali e la formazione attiva danno invece il meglio in presenza, perché lavorano su ciò che accade tra le persone. In progettazione definiamo il formato più onesto per l’obiettivo.

Con quanti partecipanti lavorate?

Non esiste un numero unico: un gruppo di supervisione, un’aula sicurezza e un laboratorio artistico hanno dimensioni ideali diverse. La regola che non cambia è che ognuno deve poter partecipare davvero, non assistere. Il numero giusto per il vostro caso lo definiamo insieme in progettazione.

Come si misurano i risultati?

Partendo dalla fine: prima dell’intervento definiamo con voi cosa vorrete vedere di diverso, in comportamenti osservabili. Al termine c’è sempre una restituzione strutturata al committente; nei percorsi di coaching si lavora su un piano di crescita concreto e verificabile. Non prometto percentuali: indico cosa osservare, e dove.

I corsi sicurezza valgono come formazione obbligatoria?

Sì, è il loro terreno: sono formatrice qualificata ai sensi del D.I. 6 marzo 2013 e iscritta all’albo formatori dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro. I percorsi per lavoratori, preposti, dirigenti e RLS sono progettati in linea con il D.Lgs. 81/08 e l’Accordo Stato-Regioni. Attestazioni e requisiti formali si definiscono con il vostro HSE in fase di progettazione.

Lavorate solo in diretta o anche con la nostra società di formazione?

Entrambe le strade. Collaboro da tempo con società di formazione e continuo volentieri a farlo: se ne avete una di fiducia, posso entrare nei suoi progetti. E lavoro in convenzione diretta con le aziende che preferiscono un rapporto senza intermediari. Quello che non cambia mai è il metodo.

Il capo del filo

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Mi racconti la vostra situazione: capiamo insieme se e come posso esservi utile. Senza impegno.

Contatti

Scrivimi: il primo passo è una conversazione.

Canali diretti

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+39 339 7207065

sabrina@sabrinaterraroli.com

Dove: Via Europa 25, 24052 Azzano San Paolo (BG)

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